Link

olive Gli Oli d'Irpinia
Irpinia - Colline dell'Ufita

Riferimento Interno

Olivo Van Gogh Responsabile: Dott. Lorenzo Filomena
Telefono: 0825-765.630
Fax: 0825-765.421
E-mail: lorenzo.filomena@regione.campania.it

...Un caro ricordo

Olivo Van Gogh Il contenuto della pagina è futto dell’amore del Dott. Tommaso Vitale per il proprio territorio ed esprime il lavoro che negli anni egli ha svolto per il riconoscimento della D.O.P. “Irpinia Colline dell’Ufita”.

Il Territorio

Olivo Van Gogh
Il territorio Irpinia Colline dell’Ufita nella provincia di Avellino si estende dai confini della provincia di Foggia e comprende
.....
la zona montuosa dell’Alta Irpinia, le colline che fungono da divisorio con la Valle del Sabato e la Provincia di Benevento.

mappa del territorio
Clicca qui per ingrandire l'immagine





La Storia

Olivo Van Gogh Nel territorio sono rare le presenze, riportate in letteratura dell’olivo, specialmente per il passato.
Si afferma a partire dall’età angioina (XIII-XIV sec.) per consolidarsi successivamente in quella aragonese e spagnola (XIII-XIV sec.).
Nel territorio dell’Ufita le prime citazioni risalgono al 1517, “quonda tra i beni delò capitolo della Cattredale di Ariano figurano ... un vigna so cinque rasole ce so dentro dui piedi de olive”.
Nella “Storia della regia Città di Ariano”, lo storico Tommaso Vitale, nel 1794, narra che vi era una buona produzione d’olio.
Nicola Flammia nella “Storia della Città di Ariano del 1893” racconta che:
“ci sono in attività 29 trappeti o frantoi di olive, quali dentro e quali fuori dell’abitato”.
Il Flammia non solo ci informa che la coltivazione dell’olivo è molto diffusa ma che tra i “terreni alberati migliori sono quelli di S. Liberatore, Ortaggio, Cerreto Viaggiano”, cioè quei terreni posti ad una fascia di altitudine tra i 400 e i 600 m slm, inoltre secondo il Flammia si produceva, annualmente, “olio, anfore 50.000 tomoli lanfora, grammi 2265” ed il costo era di lire 1.30 mentre l’anfora costava lire 3.00.

Aspetti Agronomici e Coltivazione dell'Olio

Olivo Van Gogh La coltura dell’olivo ha avuto alterne fortune bel corso dei secoli, non ha mai subito decrementi significativi in termini economici.
Una forte espansione si sta verificando da qualche decennio; intensa è stata l’attività di rinnovo e di razionalizzazione degli impianti.
Attualmente la coltivazione dell’olivo nell’area “Colline dell’Ufita”, è praticata in forma largamente specializzata, ma è presente spesso in molte aziende ad indirizzo misto.
Le aziende che praticano la coltivazione dell’olivo sono circa 10.000 su di una superficie olivetata pari ad ettari 3.450, con un monte piante di olivo di circa 860.000 piante pari a circa il 61% del patrimonio olivicolo di tutta la provincia di Avellino.
La coltivazione è praticata prevalentemente in aziende diretto-coltivatrici.
La produzione di olio nell’intera provincia di Avellino mediamente si aggira sui 150.000 q.li annui, nell’area “Collina dell’Ufita” è concentrato il 61% della produzione totale pari a 91.000 q.li circa: questo dato è in ascea a causa dei numerosi nuovi impianti realizzati a partire sia sfruttando le provvidenze del Piano Operativo Plurifondo, sia soprattutto a spese delle singole imprese.

Sesti di Impianto

La maggior parte degli oliveti è ormai in coltura specializzata, con una densità ad ettaro che varia dalle 100 alle 250 piante negli impianti più recenti.
Si sta diffondendo con difficoltà il sesto dinamico, per mancanza di risorse idriche.
Nei nuovi impianti i sesti più diffusi sono il 6x6 oppure 8x8 etc.
Anche altre forme sono realizzate dove la morfologia e l’andamento plano-altimetrico dell’appezzamento richiedono interventi particolari di sistemazione.
Negli oliveti promiscui, la densità è di circa 70 piante ad ettaro.
La consociazione, ora con la vite, ora con i fruttiferi, è diffusa solo tra le aziende con ampiezza fino a tre ettari.
Tale pratica, attualmente, non viene presa più in considerazione anche nelle aziende di piccolissime dimensioni.

Forme di Allevamento

La forma di allevamento più diffusa è il vaso impalcato ad una altezza di circa un metro.
Non manca la forma di allevamento a globo, inoltre nei nuovissimi impianti si va diffondendo il monocono.

Concimazione e Trattamenti Fitosanitari

Il ricorso alla concimazione è sistematico negli impianti intensivi, negli altri casi non è sempre puntualmente effettuata.
I prodotti impiegati, chimici o naturali, sono quelli disponibili sul mercato, in quanto l’azienda, in mancanza di allevamenti, non produce ammendanti.
I trattamenti fitosanitari sono eseguiti, laddove gli impianti sono specializzati, facendo ricorso a prodotti per il controllo degli agenti più comuni, ed ai sistemi di lotta integrata (moltissime sono le aziende che aderiscono al piano di lotta integrata).
In particolare, la scelta dei principi attivi è effettuata sulla base del tempo di carenza e della solubilità del principio attivo utilizzato.
Su indicazione dei tecnici dei SSA, vengono usati insetticidi che contengono principi attivi solubili nell’acqua.
Non si ricorre all’uso di cascolanti per agevolare la raccolta.

La Raccolta

Nella zona considerata, la raccolta delle olive avviene in epoca abbastanza precoce, in quanto vi è una lunga tradizione e cultura dell’olivo.
La raccolta ha inizio quando le olive cominciano ad invaiare e viene completata entro il mese di dicembre: da un decennio i frantoi chiudono la loro attività prima del Natale.
E’ effettuata in larga parte a mano, con l’uso di scale a pioli e con l’ausilio delle retti, approntate per il giorno della raccolta.
Si &egrabe; diffuso da qualche anno l’uso di attrezzature agevolatrici.
Qualche azienda ha acquistato la macchina vibratrice che utilizza anche per conto terzi, su superfici molto limitate, almeno per il momento.
Nella fase di raccolta si mettono in atto tutte quelle attenzioni e quelle tecniche che non provocano danno alla drupa.
Lo stoccaggio in azienda delle olive è quasi del tutto scomparso, le olive vengono consegnate al frantoio nelle 24 ore successive e la molitura avviene non oltre le 36 ore, in cassette aerate e non del tutto piene, per evitare fenomeni di costipamento e successiva rottura.
In frantoio le cassette vengono depositate in appositi locali dove sostano per non più di 12 24 ore.
La raccolta delle olive cadute a terra e/o il trasporto successivo al frantoio in sacchi è quasi scomparso: sopravvive nelle piccole aziende la cui produzione non alimenta nessun mercato.

L’Estrazione

Nell’areale considerato operano 54 frantoi, di cui circa 30 a ciclo continuo, sia a due che a tre fasi. E’ pure presente una sinolea.
In tutti gli impianti considerati il sistema di frangitura è variabile (molazze; frangitori; molazze-finitori).
In dettaglio il ciclo di lavorazione avviene attraverso le seguenti fasi:
- La defogliazione: con aspiratori vengono allontanate tutte le foglie presenti
- Il lavaggio: avviene con acqua potabile, come per legge.
- La frantumazione delle olive: è effettuata secondo diverse modalità. Si utilizzano molazze che operano una lenta e regolare rottura senza incrementi significativi della temperatura della pasta.
La durata della frangitura varia a secondo della materia prima, senza prolungare oltre il necessario tale operazione.
Nell’utilizzo dei frangitori meccanici si opera in modo tale che non si aumenti la temperatura della pasta e un eccessivo rilascio di clorofilla.
Una certa diffusione trovano anche sistemi misti di frangitura, che consistono nell’abbinare le diverse tipologie esistenti al fine di realizzare una prefangitura ed una finitura modulate in base alle caratteristiche della materia prima.
- La gramolazione: in questa fase la temperatura dell’acqua nell’intercapedine esterna delle gramole non supera i 38°C. La temperatura di questa fase dipende dal tipo di frangitura impiegato e dalle caratteristiche della pasta. Mediamente non supera i 30 minuti.
- L’estrazione: i sistemi maggiormente utilizzati in zona sono: 1- per pressione 2-per centrifugazione. Nei sistemi di estrazione per pressione particolare attenzione è riservata ai fiscoli e lo svuotamento del pozzetto dietro le presse.
- La chiarificazione dell’olio: viene praticata mediante separatori centrifughi evitando l’aggiunta di acqua calda.

Il Confezionamento

Le aziende che praticano il confezionamento utilizzano soprattutto bottiglie in vetro scuro, allo scopo di rallentare la fotoossidazione e prolungare la conservazione dell’olio esposto alla luce solare o a quella artificiale solitamente impiegata negli ambienti di commercializzazione di commercializzazione del prodotto.
Il contenuto netto in peso o in volume, che non deve essere inferiore al 90% del volume del contenitore

Aspetti Economici

Olivo Van Gogh Una forte espansione si sta verificando da qualche decennio; intensa è stata l’attività di rinnovo e di razionalizzazione degli impianti.
Dal censimento generale dell’agricoltura dell’anno 1990 al censimento generale dell’anno 2000, in provincia di Avellino si è verificato un incremento di superficie olivetta pari ad ettari 2.500, e questa tendenza si sta ulteriormente incrementando. superfice olivetata


superfice olivetata
Clicca qui per ingrandire l’immagine




Attualmente la coltivazione dell’olivo nell’area “Colline dell’Ufita”, è praticata in forma largamente specializzata, ma è presente spesso in molte aziende ad indirizzo misto. superfice olivetata e numero di aziende


superfice olivetata e numero di aziende
Clicca qui per ingrandire l'immagine

Come si nota dalla tabella 1, le aziende che praticano la coltivazione dell’olivo sono circa 10.000 su di una superficie olivetata pari ad ettari 3.450, con un monte piante di olivo di circa 860.000 piante pari a circa il 61% del patrimonio olivicolo di tutta la provincia di Avellino.

tabella 1 tabella 1



produzione olivicola provinciale
produzione olivicola provinciale
Clicca qui per ingrandire l'immagine


La coltivazione è praticata prevalentemente in aziende diretto-coltivatrici.
La produzione di olio nell’intera provincia di Avellino mediamente si aggira sui 1650.000 q.li annui, nell’area “Collina dell’Ufita” è concentrato il 61% della produzione totale pari a 91.000 q.li circa, questo dato è in forte ascesa per i numerosi nuovi impianti realizzati a partire sia sfruttando le provvidenze del Piano Operativo Plurifondo, sia soprattutto a spese delle singole imprese.

Bibliografia

Olivo Van Gogh



  • E. Marotta
    Guida all'olio Extravergine della Campania
    anno 2003
  • G. Fontanazza
    Olivicoltura intensiva meccanizzata
    anno 1993
  • G. Petrillo - R.Sacchi
    Caratteristiche qualitative e tipicità degli oli extravergini dell'Irpinia
    Tesi di Laurea anno accademico 2001-2002
  • R. Gargiulo
    Il Mondo dell'Olio di oliva
    anno 2001
  • R. Sacchi- S. Spagna Musso
    Tecnologia di estrazione e caratteristiche organolettiche e compositive dell'olio extra-vergine di oliva
    Atti del convegno "La qualità: scelta obbligata per l'agricoltura campana"
  • Regione Campania
    La potatura dell'olivo-guida teorico pratica
    anno 2003
  • Regione Campania
    L'HACCP in frantoio (guida all'autocontrollo dell'igiene in oleificio)
    3ª edizione anno 2003
  • Regione Campania
    La risorsa genetica dell'olivo in Campania
    anno 2000
  • Regione Campania
    L'olio dell'Irpinia
    anno 1999
  • Regione Campania
    Linee guida perla qualità dell'olio extravergine di oliva
    I-II-III-IV edizione anno 1997-1999-2001-2003
  • Regione Campania
    Gli oli monovarietali in Campania
    anno 2003

Van Gogh: Olivi - particolare